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News e riviste. Disegnare l'informazione online.

mbnewsmonzalacitta_01La prima edizione online di un giornale per cui lavorai fu per una rudimentale versione di Carta Libera, primi anni Novanta. In anni più recenti, grazie all'utilizzo di CMS e all'interazione con i social network, la progettazione dell'informazione online è diventata forse la sfida più affascinante per un designer della comunicazione. Il flusso di lavoro è ininterrotto, le evoluzioni e le novità sono quotidiane (ancor più delle notizie, si direbbe).

 

 

Un progetto molto stimolante è stato quello del completo restyling del sito di una storica rivista nazionale, "Popoli". L'obiettivo era quello di farlo diventare a pieno titolo il "webmagazine internazionale dei gesuiti", valorizzando il grande patrimonio in archivio e le bellissime foto degli inserti "Pics", così come le rubriche curate da personaggi famosi e i tanti articoli sulle vicende sociali da tutto il mondo. Un lavoro imponente, durato mesi, il cui risultato è frutto della coerenza grafica con l'edizione stampata, l'implementazione di tutti gli strumenti a disposizione per l'interazione con i lettori e l'utilizzo di grandi immagini, tipico proprio delle riviste.

Popoli on line

 

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Fra le esperienze che più mi hanno coinvolto (e lo fanno tutt'ora), MBNews e Vorrei sono sicuramente le più affermate. La prima è una "classica" testata centrata sulla cronaca locale della provincia di Monza e della Brianza. Erede di una precedente esperienza (Monza la città) a cui avevo pure dato la struttura visiva e tecnologica, rappresenta oggi un punto di riferimento per coloro che vogliono essere aggiornati sulle news del territorio.

 

MBNews

 

 

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MBNews

 

 

La rivista che Vorrei nasce invece per mettere alla prova uno dei luoghi comuni più diffusi sulla informazione online, quello di essere incapace di affrontare in profondità le questioni. Dossier, filmati, fotogallery sono il marchio di fabbrica di una testata che dalla nascita (nel 2008, in fase sperimentale) ha scelto di rinunciare alla cronaca e alle notizie in senso stretto per andare ad occupare un settore trascurato del mercato dell'attenzione. Mercato dell'attenzione e non mercato tout court perché si tratta di una rivista innovativa anche nel suo business model, rigorosamente no proft anzi qualcosa di più: non raccoglie pubblicità, non riceve contributi ma vive solo delle risorse dei suoi fondatori e collaboratori.

Puntando l'attenzione prevalentemente su ambiente e cultura, da subito ha voluto porsi come promotrice di iniziative collaterali sul territorio, coinvolgendo in un lavoro di networking alcune delle più interessanti realtà creative di Monza e dintorni: AreaOdeon, Binario7, PoesiaPresente, Tambourine, La passione per il delitto e altri si sono affiancati come partner di iniziative "fisiche" e non. Di Vorrei sono stato promotore e sono ancora oggi direttore e art director.

 

La rivista che Vorrei

 

La rivista che VorreiLa rivista che Vorrei

 

La rivista che Vorrei

 

 


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