
Puglialibre mi intervista. Il tema è la gente del Sud dell'Italia che emigra verso Nord. L'autrice è la deliziosa Azzurra Scattarella. Fra le altre, troverai anche la risposta ad una domanda micidiale: «Qual è la tua personale risposta a quelli che dicono, polemizzando, che è sbagliato partire, perché se tutti quelli del Sud se ne vanno al Nord, dove andrà a finire il Sud?»
Ridendo e scherzando sono già 4 anni che La rivista che Vorrei pubblica articoli, video, immagini.
È il caso di fare un riepilogo delle cose scritte - da me - in tutto questo tempo per la creatura? Forse sì.
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«Nel locale c'era l'usuale transumanza di gente con il bicchiere in mano: dal salone dei concerti al bancone alla libreria e via così. Beccare il flusso per arrivare al salone è un arte, ho saputo di gente che ha tentato il contromano per ore per poi perdersi concerti memorabili, bloccata fra il bancone e la libreria. Avemmo culo. Beccammo il flusso e fummo presto a ridosso del palco. Clementi era inquietante. Non venitemi a dire che la prima volta che lo vedi esibirsi dal vivo non è inquietante. Clementi e i suoi racconti del Pratello erano inquietanti. Non era pienissimo e se ricordo bene si sentiva pure niente male. Insomma, finalmente ero al Bloom, ascoltavo dignitosamente l'ex cantante dei Massimo Volume, ero ragionevolmente giovane, innamorato e lavoravo nell'agenzia pubblicitaria dell'anno. Perdindirindina.»
Questo è un pezzo del mio breve contributo a "Sviluppi incontrollati. Bloom Mezzago crocevia rock" a cura di Aldo Castelli e Massimo Pirotta. Prefazione del volume curata da Manuel Agnelli. Il libro sarà nelle librerie molto presto e io devo tornare in quel locale anche prima, perché fa bene.
Fermare un torrente in piena è difficile, fermare Bergonzoni lo è anche di più. Un anno fa non feci altro che farmi travolgere appena dopo aver accennato al suo - meno conosciuto - ruolo di artista visivo. Eccone la testimonianza video.
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Il 5 marzo scorso un caro vecchio amico, Michele Lospalluto, ha pensato di intervistarmi per il suo programma in onda su Radio Regio, emittente radiofonica della mia città natale (Altamura). Ne è nata una lunga chiacchierata sul mio mestiere, sulla città, su Monza, sui palazzinari, sulle elezioni, sui fumetti... Tutto affogato nell'imbarazzo che un emotivo anonimo come me non può nascondere più di tanto.
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Ecco la registrazione, se proprio non hai nulla da fare per i prossimi 35 minuti. Nella foto più sotto, il gruppo di curatori di "Stella del Sud", mostra di tavole originali di fumettari di tutta Italia tenuta un bel po' di anni fa. Michele Lospalluto (l'intervistatore) è il terzo da sinistra. Io sono quello al centro con le mani in tasca, al fianco di una persona davvero speciale, il compianto Fabio Perinei.

Il primo lavoro per la copertina di un compact disc lo feci nel 1994 per "Officina". All'autore, Rocco De Rosa, piacque la mia proposta con una acquarello di quelli che realizzavo allora. All'interno sistemai i disegni di Francesco Carofiglio e scrissi a mano tutte le note sui musicisti impegnati nei 13 brani di un disco ancora oggi gradevolissimo da ascoltare.

A quello sono seguiti altri 14 album, il che - se li avessi suonati io - ne farebbe una discografia niente male! Ad oggi, l'ultimo lavoro curato è il cofanetto dedicato a Luigi Tenco voluto dalla Lilium e dal Club Tenco, con 2 dischi: il primo raccoglie tutte le versioni di "Lontano lontano" cantate - all'apertura di ogni edizione del Festival della canzone d'autore - dai più importanti cantanti e cantautori italiani (Vecchioni, Finardi, Guccini, Vanoni, Jannacci...); l'altro mette insieme le cover di brani di Tenco curate da alcuni dei più interessanti musicisti "alternative" della scena italiana.
Per festeggiare in questo 2012 la maggiore età della mia personale collezione, ho pensato di mettere insieme tutte le copertine in ordine sparso. Chi spegne le candeline?
Era marzo 2004 quando ci ritrovammo sul set con Luca Michetti per uno shooting dedicato ai prodotti Alpa. Ripescato nell'archivio, ecco il buffo backstage della giornata, fra stylist, art buyer, copywriter e modella. Non manca più nessuno, nemmeno i due liocorni.
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Userò pochissime parole, perché pochissime ne son servite anche a mia figlia dodicenne per capire la differenza fra cosa è curato da un (signor) art director come era Gianni Sassi e cosa no. Senza voler offendere nessuno, ma solo per didattica, le ho messo sotto lo sguardo la pagina che pubblicizza le copertine recenti della Cramps, quelle degli anni Settanta invece le conosceva già perché per casa ne girano un po', a cominciare dallo splendido poster che ne raccoglie tante, comprato a Venezia alla mostra Ubi Fluxus ibi motus nel 1990. Nello sguardo di Medea, mia figlia, ho trovato profonda la partecipazione al mio dolore.
Ovviamente non tutti gli art director sono – ahi noi – Gianni Sassi, che te lo dico a fare.
Non dirò altro. Mostro le stesse cose anche a te.
Tre segnalazioni per tre riviste. Italic, Rrose e Il Mucchio. La qualità ai tempi di internet?

Di solito non partecipo alle gare, ai contest o come vogliamo chiamarli. Per più motivi ma soprattutto perché si tratta a tutti gli effetti di lavoro non pagato, salvo che per il vincitore ovviamente. Prova a immaginare di fare la stessa cosa con gli idraulici: chiamane 10, fagli riparare il bagno di casa, lo scarico del lavello, i tubi dello scantinato... e poi ne paghi solo uno. Oppure vai al ristorante, ordina 10 portate, le mangi tutte ma poi paghi solo quella che ti garba di più. Ti spaccherebbero la faccia, minimo.

Se la transizione verso nuovi modelli di servizio e prodotti non è certamente semplice per le aziende, ugualmente non lo è per i consumatori. Questi da troppo tempo sono abituati all’iper consumo e a soddisfare il proprio bisogno o desiderio immediato, piuttosto che pensare alla salvaguardia della comunità e del proprio futuro.
L'avete voluta? Eccola. Più facile di così, nun se po'.
Da brave formiche, stiamo lavorando da molti mesi per una iniziativa in cui crediamo molto e a cui dedichiamo attenzione e cura. Lombardia Sostenibile vuole diventare nel tempo un punto di riferimento per coloro che agiscono nel campo della sostenibilità, delle buone pratiche, dell'ecologia e della green economy nella regione più popolosa d'Italia. Pian piano, stiamo mappando tutte le realtà esistenti (aziende, associazioni, appuntamenti...) e proprio oggi cominciamo anche ad intervistare direttamente chi ha scelto di caratterizzare il proprio agire in questa direzione. Si inaugura con Bellavite, stampatore ed editore di Missaglia, da cui apprendiamo una informazione semplice ma fondamentale per sgomberare il campo da tanti dubbi sui costi della conversione verde:
Facciamo ora un esempio: il catalogo "verde" dei prodotti di una azienda costa meno o più di uno "tradizionale"?
Hanno lo stesso costo: investire in nuovi materiale e mezzi di produzione richiede risorse, ma comporta dei benefici, quali l’abbattimento dei costi di smaltimento delle sostanze nocive, che ci consentono gradualmente di compensare l’investimento iniziale.
Molto interessante no? Per leggere tutto, clicca qui
Viste le lamentele, ecco la Bradipo version,
per quelli con qualche problema di velocità...
Buon divertimento e auguri di cuore.
;)
Siamo pronti ad affrontare il nuovo anno?
Mettiamo alla prova i riflessi in una battaglia a palle di neve.
Ci allieta il vecchio Dean (con qualche intermezzo strettamente Murgia style).
Buon divertimento e auguri di cuore.
;)
P.s. viste le lamentele, qui c'è la Bradipo version,
per quelli con qualche problema di velocità...
Dopo aver ufficialmente inaugurato l'Archivio Sonoro della Puglia, Squilibri e Altrosud da oggi possono contare anche sul sito della rete a cui faranno capo tutti gli altri archivi in fase di completamento. Una fonte di informazione e documenti preziosissima per i cultori, gli appassionati e i semplici curiosi. Art direction e realizzazione firmata Antonio Cornacchia.
La mia video-intervista a Corrado Accordino per presentare il nuovo lavoro de La danza immobile/Ethica "Frammenti di me. Virgiania Woolf", dedicato alla scrittrice inglese.
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Riuscirò mai ad essere disciplinato e curare sul serio questo diario?
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