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Mi sono formato come art director pubblicitario andando "a bottega" da due grandi direttori creativi italiani, Pasquale Barbella e Gavino Sanna, all'epoca nel Gruppo BGS.
Il primo, nel 1998, ebbe pietà di uno sprovveduto grafico - pugliese come lui - appena arrivato a Milano con un portfolio assai striminzito; mi prese nella sua squadra, affidandomi alle cure di Dario Mondonico e di tutti gli altri bravissimi professionisti che portarono l'agenzia nel 1999 allo scudetto, il titolo di Agenzia dell'anno assegnato da Pubblicità Italia.
Il secondo mi concesse la grazia di prendere parte del ristretto gruppo dei suoi collaboratori.
Negli anni successivi, lavorando prevalentemente come freelance per aziende, da piccolissime a grandissime, gli insegnamenti dei miei guru si sono rivelanti preziosi come mai avrei potuto prima immaginare. Rigore e semplicità innanzitutto, senza perdere mai di vista l'efficacia e il senso di questo mestiere che, ci piaccia o no, resta sempre lo stesso: solo se funziona, è buona pubblicità.
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