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P ubblicata dal 1994 al 1998 dall'associazione culturale AsterX, Carta Libera fu una fucina di giornalisti in erba poi approdati su tante testate più o meno illustri. Povero ma bello, un giornale scritto da giovani e giovanissimi che per un lustro fotografò Altamura raccontandone la vita politica e culturale (per quel poco che c'era), facendosi beffa dei giochi di partito - non dovendo dar conto a nessuno di essi - e organizzando rassegne musicali, cinematografiche, feste e dibattiti.
Venduto in edicola, Carta Libera superò abbondantemente i 100 numeri nonostante i mezzi limitati e il ristrettissimo bacino d'utenza. Innumerevoli furono gli inserti e i supplementi, satira, musica rock, poesia, letteratura e arte arricchirono l'ossatura ferocemente critica nei confronti dell'establishment cittadino, quello che ancora oggi tiene le redini della "Leonessa delle Puglie", una città sommersa dal cemento, con un traffico da metropoli e connessioni fra malaffare e cosa pubblica al centro di indagini giudiziarie ancora in corso. Fra i gadget allegati "Il gioco della zoccola", parodia del più famoso gioco dell'oca in cui trovarono posto i tormentoni locali. In un numero con la copertina dedicata al vescovo della città, i lettori trovarono un preservativo in regalo per una iniziativa di raccolta fondi a favore della Lila.
Della direzione editoriale facevano parte Enzo Colonna, Mino Vicenti, Gianfranco Loiudice, Nicola Centoducati e Antonio Cornacchia, che ne disegnò la testata e il progetto grafico.
Fu un tentativo - riuscito - di autogestione editoriale in cui confluirono ambizioni personali, passione civile, creatività e qualche simpatico rompiscatole. Da notare che molto presto fu presente anche online con una selezione dei suoi contenuti, già nel 1995 contava un gran numero di pagine web, decisamente in anticipo su quello che sarebbe arrivato da lì a poco.
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