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è stasera
che i mostri del mio labirinto
piangeranno, se avrò insegnato loro a farlo.
Troppi muri
e troppo ciechi e sordi
e saturi di colore
mi riempiono il tempo
e lasciano spazio solo ad altro
lontano
mio figlio vedrà ancora suo padre mettere al mondo la nuova macchina,
ma non ci saranno altri mostri e figli a riempire i rami dell'albero
sempre più
fino a che il tronco, ricurvo su se stesso,
non potrà più lanciarmi via da me
dai miei mostri, dai miei figli
È stasera che Icaro guarderà i suoi fratelli
e non avrà più vergogna di loro
e loro di lui sì. Vergogna e odio
per l'amore di quell'albero che vedranno appassire
senza frutti o nuove macchine.
Icaro guarderà suo padre nudo
dar via il volto, il passato per un nuovo desiderio.
Troppo vecchio per tirarne fuori dal petto,
lo troverà nelle tasche.
Farò a mezzo con lui
perchè questo è il nostro pane
e Icaro troverà la forza,
assieme alla voglia,
ad una madre
ed un amico.
1994
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