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Antonio Cornacchia Studio Creativo

Di solito non partecipo alle gare, ai contest o come vogliamo chiamarli. Per più motivi ma soprattutto perché si tratta a tutti gli effetti di lavoro non pagato, salvo che per il vincitore ovviamente. Prova a immaginare di fare la stessa cosa con gli idraulici: chiamane 10, fagli riparare il bagno di casa, lo scarico del lavello, i tubi dello scantinato... e poi ne paghi solo uno. Oppure vai al ristorante, ordina 10 portate, le mangi tutte ma poi paghi solo quella che ti garba di più. Ti spaccherebbero la faccia, minimo.

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Perché allora per i grafici e gli art director il discorso deve essere diverso? Considerando poi che spesso il “premio”... come premio? è un compenso, non un premio! Che al dentista quando ha finito di torturarti gli dai il premio tu? Considerando – dicevo - poi che il “premio” di solito è pure basso per gli standard professionali, allora capisci che raramente vale la pena partecipare.

Nel 2010 però ho fatto un'eccezione perché l'occasione era eccezionale. La progettazione dello stemma della Provincia di Monza e Brianza. Cosa c'è di eccezionale? Alla luce degli sviluppi delle ultime settimane, e la prospettiva dell'abolizione delle province, quella MB potrebbe essere la Provincia con la vita più breve della storia, così come il suo stemma a questo punto. Ma questo io non potevo ancora saperlo quando, nella prima metà dell'anno, ho dedicato alcune giornate allo studio, alla ricerca, alla progettazione e alla sintesi di un segno grafico che ne simboleggiasse l'identità. Un lavoro tutto sommato interessante che ho pensato di mostrare qui comunque, anche se non è risultato vincitore (8° per la precisione) su qualche centinaio di partecipanti.

La giuria, si è scoperto a lavori consegnati, era composta dai consiglieri provinciali più alcuni esterni per un totale di 2 presunti “esperti” su 15, a confermare una volta di più quanto bizzarra sia la concezione che si ha in Italia della comunicazione visiva. Ma non mi interessa star qui a far polemiche, sono rassegnato da decenni al ruolo di psico-logo.

Volevo solo condividere il frutto del mio lavoro. Somiglia vagamente all'icona di iCloud della Apple, ma anche quella – come l'abolizione delle Province – è arrivata dopo la consegna delle buste sigillate.

 

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Note a margine. A proposito di "gare per creativi" segnalo un paio di link, da una parte www.maximdesign.it segnala perché essi siano un bene (per i giovani professionisti), dall'altra sintesicomunicazione.wordpress.com parla apertamente di "Il meccanismo perverso delle gare e il valore della creatività" attaccando con la parabola del ristorante che ho usato anche io. Forse l'avevo letta proprio lì? Infine Massimo Guastini (con i commenti di Gianni Lombardi) sul blog dell'Art Director's Club Italia «No, non ci siamo. Come ho già spiegato molte volte e in varie sedi, in qualunque settore serio i fornitori e i consulenti vengono pagati per i loro servizi. Una gara per un progetto di comunicazione integrata richiede alle agenzie centinaia di ore lavorative. Chi le paga?»