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Antonio Cornacchia Studio Creativo

 

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La mia prefazione al primo de I libri che Vorrei, la nuova iniziativa della rivista che dirigo e che a maggio compirà 5 anni di vita.

Cinque anni sono pochi o sono tanti? Sarà il caso di chiederselo, qui nella redazione di Vorrei, perché a maggio 2013 saranno esattamente cinque anni che la nostra piccola rivista esiste, pubblica articoli, fotografie, filmati. Cinque anni sono nulla rispetto alle testate secolari, oppure sono un miraggio in un momento in cui giornali come Pubblico non superano i tre mesi di vita.

Pochi o tanti che siano, abbiamo comunque pensato di volerli festeggiare. Intanto con questa nuova iniziativa de I libri di Vorrei, poi si vedrà. Il primo titolo è quello che avete sotto gli occhi. Nasce libero dal vincolo della carta e raccoglie le quindici interviste con cui nei mesi passati abbiamo fotografato la scena letteraria del territorio a cui Vorrei principalmente si rivolge, quello di Monza e della Brianza.

Con la curiosità buona che contraddistingue la testata, Azzurra Scattarella (con l’aiuto di Arianna Carimati) ci fa conoscere autori giovani e meno giovani, affermati ed esordienti, di genere oppure no, regalandoci una foto di gruppo che certo non li raffigura tutti, eppure aiuta a dare di questa terra un’immagine diversa dallo stereotipo a cui in tanti sono abituati.

Quella di non fermarsi all’apparenza, ai luoghi comuni, alle stanche frasi fatte è una delle nostre “peggiori” intenzioni sin dall’inizio. Assieme a quella di non rincorrere i tormentoni del momento o i contenuti studiati apposta per adescare lettori. Non perché farci leggere da quanta più gente possibile non ci interessi, anzi proprio per l’esatto contrario: vogliamo che ci leggano in tantissimi, ancor più delle migliaia che ogni settimana già lo fanno. Lo vogliamo perché – con tutti i nostri limiti – quello che scriviamo (e fotografiamo e filmiamo…) non è un pretesto per vendervi qualcos’altro, ma per rifletterci su insieme, per capire quello che ci succede intorno, senza fermarci alla notizia fine a se stessa. Scriviamo da persone che hanno passione e cura per gli argomenti che affrontano, non da mestieranti. Delle cinque W che compongono la più classica delle regole del giornalismo (What, Where, When, Who, Why) è proprio quella meno ruffiana che ci sta più a cuore, quella del Why, del perché. Capire il perché le cose accadono è il motivo per cui è nato Vorrei, non per vendere qualche copia in più o per trovare nuovi inserzionisti.

Va infatti ricordato che tutto ciò – tanto o poco, ottimo o pessimo che sia – è frutto dell’impegno volontario di chi in questi cinque anni ha partecipato a Vorrei solo per amore per la cultura e l’ambiente. Per spirito civile e civico sin da quando questo aggettivo non era certo di moda come adesso e men che meno in una terra così legata al ritorno economico. Sorprende sempre tanta gente sapere che Vorrei è totalmente non profit, che non raccoglie pubblicità o sovvenzioni, che nessuno – dal direttore all’ultimo arrivato dei rubrichisti – ha mai percepito alcun compenso per quello che fa. Un’eresia in un momento storico in cui (quasi) qualsiasi ambito dell’agire umano è dominato dalla logica commerciale, dal mercato, dal dio denaro. Vista così, cinque anni sono davvero tanti allora. Buon compleanno Vorrei, altri cento di questi lustri.

 

L'ebook è disponibile per il download gratuito dal 12 gennaio 2013 su questa pagina.