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Antonio Cornacchia Studio Creativo

 
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Rotte distratte
a casa de Rosa
(2002)
 
Un weekend romano a casa di Rocco De Rosa per pensare, respirare e fotografare la casa del suo ultimo album.
Di De Rosa, a partire da "Officina " ho curato tutte le copertine, ad eccezione di alcuni progetti in cui era "relegato" al ruolo di co-autore (la colonna sonora di "Aprile" di Nanni Moretti, "Di pietra fragile" e altri). Così è stato anche per il nuovo bellissimo album "Rotte distratte" su etichetta i dischi del manifesto. Per lavorarci su, nel maggio 2002 si è reso necessario un breve soggiorno  nella nuova dimora del musicista lucano. Trattandosi di un padrone di casa squisito e trattandosi di Roma, si capisce che la trasferta è stata tutt'altro che dolorosa. Un breve weekend per attingere alla luce del quartiere del Pigneto (quello che una volta era la baraccopoli dei film di Pasolini) di cui da mesi Rocco mi parlava con un entusiasmo quasi infantile. Un'occasione imperdibile anche per fare un salto alla mostra di Cezanne e un ripasso alla sempre sorprendente Galleria d'arte moderna, arricchitasi - dai tempi della mia ultima incursione - della collezione di quel genio di Arturo Schwartz, lungimirante collezionista di surrealisti e dadaisti.
 
 
 
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Nell'arco dei tre giorni ho scattato un centinaio di foto con una piccola digitale, con l'intenzione di costruirmi una sorta di taccuino per immagini. Certo non pensavo che quelle stesse inquadrature in bassa risoluzione sarebbero presto diventate la copertina del disco. Ma è successo. Fra un pezzo di baccalà fritto e la festa con gli amici del De Rosa, l'idea di fare di quella casa luminosissima (pure troppo alle 5 del mattino...) la colonna visiva dell'album si è fatta largo.
Così pentole, divani, poster e tastiere vivono ora assieme alle note dei nuovi pezzi e al bel fotoritratto scattato da Sonia Roa.
Una cosa che accomuna le copertine che ho fatto sinora per il manifesto è il fatto che salti sempre fuori una svista, un errore più o meno vistoso. Sarà perchè c'è sempre una gran fretta, sarà perchè è destino, ma già all'epoca di "Disseminazioni" il live di Sila in festa curato da Altrosud, scoprimmo con il cd in mano che erano saltate le costine, cioè i bordi del cd erano completamente bianchi! Fortunatamente la maestosità della Sila Grande rassenerò gli animi e salvò la mia pellaccia. Nel caso di "Rotte distratte" pare ci siano stati dei millimetri ballerini a rallentare la stampa. Al momento, il cd non è ancora arrivato fra le mie dita, che incrocio. Ma, anche se fosse, che ci possiamo fare se le rotte, appunto, sono distratte? 
 
 
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