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Antonio Cornacchia Studio Creativo

mbnewsmonzalacitta_01«La prima edizione online di un giornale per cui lavorai fu per una rudimentale versione di Carta Libera, primi anni Novanta» ricorda Antonio Cornacchia. «In anni più recenti, grazie all'utilizzo di CMS e all'interazione con i social network, la progettazione dell'informazione online è diventata forse la sfida più affascinante per un designer della comunicazione. Il flusso di lavoro è ininterrotto, le evoluzioni e le novità sono quotidiane (ancor più delle notizie, si direbbe)».

 

 

Un progetto molto stimolante è stato quello del completo restyling del sito di una storica rivista nazionale, "Popoli". L'obiettivo era quello di farlo diventare a pieno titolo il "webmagazine internazionale dei gesuiti", valorizzando il grande patrimonio in archivio e le bellissime foto degli inserti "Pics", così come le rubriche curate da personaggi famosi e i tanti articoli sulle vicende sociali da tutto il mondo. Un lavoro imponente, durato mesi, il cui risultato è frutto della coerenza grafica con l'edizione stampata, l'implementazione di tutti gli strumenti a disposizione per l'interazione con i lettori e l'utilizzo di grandi immagini, tipico proprio delle riviste.

Popoli on line

 

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Altre importanti esperienze sono state e sono MBNews e Vorrei. La prima è una "classica" testata centrata sulla cronaca locale della provincia di Monza e della Brianza. Ne abbiamo accompagnato il cammino nei primi anni di vita, quelli della formazione e affermazione.

 

MBNews

 

 

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MBNews

 

 

La rivista che Vorrei nasce invece per mettere alla prova uno dei luoghi comuni più diffusi sulla informazione online, quello di essere incapace di affrontare in profondità le questioni. Dossier, filmati, fotogallery sono il marchio di fabbrica di una testata che dalla nascita (nel 2008, in fase sperimentale) ha scelto di rinunciare alla cronaca e alle notizie in senso stretto per andare ad occupare un settore trascurato del mercato dell'attenzione. Mercato dell'attenzione e non mercato tout court perché si tratta di una rivista innovativa anche nel suo business model, rigorosamente non proft, anzi qualcosa di più: non raccoglie pubblicità, non riceve contributi ma vive solo delle risorse dei suoi fondatori e collaboratori.

Puntando l'attenzione prevalentemente su ambiente e cultura, da subito ha voluto porsi come promotrice di iniziative collaterali sul territorio, coinvolgendo in un lavoro di networking alcune delle più interessanti realtà creative di Monza e dintorni: AreaOdeon, Binario7, PoesiaPresente, Tambourine, La passione per il delitto e altri si sono affiancati come partner di iniziative "fisiche" e non. Di Vorrei Antonio Cornacchia è stato promotore ed è ancora oggi direttore e art director.

 

La rivista che Vorrei

 

La rivista che VorreiLa rivista che Vorrei

 

La rivista che Vorrei