Tanti tanti anni fa, in un paesino lontano lontano, un nostalgico del ventennio fece tombola, vinse da solo la prima elezione diretta del sindaco sbaragliando tutti gli altri candidati. Intorno alla fiamma sacra aveva raccolto un manipolo di giovincelli inesperti e impreparati a tutto che però, col tempo, si sarebbero fatti le ossa e le poltrone.
In giunta il vincitore chiamò anche Scudino, paladino scudocrociato sempre pronto alla pugna e a salire sul carro del vincitore. Gli toccò l'assessorato che per secolare abitudine, dal nord al sud del suolo italico viene assegnato a chi non conta una caccola, quello alla cultura.
Alle gesta di Scudino e del suo scagnozzo di cui ora sfugge il nome furono dedicate alcune strisce sul giornale dei giovani antagonisti del tempo, Carta Libera. Nella veste acquerellata qui presentata si sono viste solo una volta, alla mostra Stella del Sud, anche questa storia di tanti tanti anni fa. Non sono molte, ma sono tutte.








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